Salute digitale e impatto sociale: prospettive per i modelli di assistenza sanitaria

L’iniziativa promossa nell’ambito dell’Avviso pubblico “Digital Health e biomedicale: interventi innovativi e servizi digitali ad alto impatto sociale”, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni (FUB) e finanziato dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresenta un intervento che intende contribuire all’evoluzione dei modelli di cura e di erogazione dei servizi sanitari, incidendo sull’organizzazione dei servizi e sulle modalità di accesso e fruizione delle prestazioni. Si tratta di un’occasione per valorizzare l’innovazione e migliorare continuità assistenziale, prossimità e sostenibilità del sistema. In un Paese che invecchia e vede crescere le cronicità, la trasformazione digitale può configurarsi come una delle soluzioni per sostenere la qualità delle cure e la capacità di risposta del sistema.

La prossimità come valore: il modello “Hospital@Home”

Il rafforzamento dei modelli di assistenza domiciliare rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse dell’iniziativa. Il modello Hospital@Home può contribuire a rendere il percorso di cura più vicino alle esigenze quotidiane delle persone: per il paziente fragile la casa diventa luogo di sicurezza e affetti, riducendo lo stress psicologico e il rischio di declino funzionale legato alla degenza prolungata. Grazie al telemonitoraggio e all’AI, un numero crescente di persone affette da malattie croniche come diabete, scompenso cardiaco e BPCO possono essere gestite stabilmente a domicilio, evitando riacutizzazioni e ospedalizzazioni.

In virtù della rete di protezione virtuale che si potrebbe realizzare, il malato non sarebbe più solo con la sua patologia, ma costantemente connesso a un sistema di cura proattivo. Dal punto di vista economico, la gestione predittiva con l’AI aiuterebbe a intervenire prima dell’evento acuto, contribuendo potenzialmente a ridurre riospedalizzazioni e costi di emergenza, nonché a liberare posti letto per i casi ad alta complessità.

Superamento delle barriere territoriali: la sanità senza confini

L’integrazione di 5G, cloud ed edge-computing potrebbe contribuire a ridurre il divario storico tra centri urbani e aree interne. Diagnostica a distanza e realtà estesa (XR) renderebbero accessibili ovunque le eccellenze dei grandi hub: in questo modo un consulto specialistico o un supporto intra-operatorio potrebbero risultare meno condizionati dalla localizzazione geografica del paziente, garantendo standard uniformi su tutto il territorio nazionale.

Inclusione sociale e nuove autonomie

L’integrazione di dispositivi biomedicali smart e percorsi riabilitativi personalizzati può favorire il recupero dell’autonomia motoria e sensoriale. Non si tratta solo di assistenza, ma anche di sostenere percorsi di recupero dell’autonomia e di partecipazione sociale e professionale.

Efficienza del sistema e diagnostica precoce

Il Triage Digitale potenziato dall’AI potrebbe ridurre i tempi di attesa al Pronto Soccorso, migliorando l’orientamento iniziale e la tempestività della presa in carico. I dispositivi consumer per il monitoraggio del benessere potrebbero rafforzare un approccio maggiormente orientato alla prevenzione e al monitoraggio precoce, promuovendo stili di vita sani con ricadute economiche positive per l’intera collettività.

Fiducia, sicurezza e sovranità del dato

Adeguati livelli di cybersecurity e piena interoperabilità tramite Fascicolo Sanitario Elettronico possono contribuire a rafforzare la tutela dei dati e la fiducia nell’utilizzo dei servizi digitali. Trasparenza e accesso limitato ai soli professionisti autorizzati costruiscono la fiducia indispensabile per la transizione digitale del Paese.

La missione istituzionale: il ruolo della Fondazione Ugo Bordoni

In questo scenario, la Fondazione Ugo Bordoni svolge un ruolo di supporto tecnico-scientifico alle Istituzioni e di raccordo tra innovazione tecnologica e obiettivi di interesse pubblico. In coerenza con la propria missione istituzionale, la FUB contribuisce alla definizione e all’attuazione di soluzioni digitali orientate all’efficacia, alla qualità dei servizi, alla fruibilità per gli utenti e all’interesse pubblico.

Verso un ecosistema interconnesso

L’iniziativa intende creare modelli di cura ibridi in cui la tecnologia potenzia – e non sostituisce – il rapporto medico-paziente. L’obiettivo è favorire modelli di assistenza più integrati, accessibili e capaci di anticipare i bisogni, nonché di rimuovere gli ostacoli fisici e burocratici che potrebbero limitare il diritto alla salute.

L’impatto sociale di queste soluzioni potrà tradursi in benefici in termini di continuità assistenziale, qualità della presa in carico, sostenibilità sociale ed efficienza organizzativa, contribuendo anche alla riduzione dei costi sociali associati alla gestione delle patologie croniche.